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Che gioielli a Terni, anche Valjent fa gola. E lo strano caso dei Longarini

I ragazzini stanno crescendo. E lo fanno anche in fretta. La Ternana del 2015 viaggia veloce, più che nell’andata dello stesso campionato. Ha perso una sola volta sbagliando la partita con il Vicenza. Ma prima e dopo non ha commesso errori e contro il Bologna ha superato un vero e proprio esame di laurea. I baby della difesa rossoverde hanno saputo fare molto meglio degli esperti e titolati dirimpettai del Bologna. La sensazione è che ci troviamo di fronte ad un processo di maturazione che comincia a regalare frutti importanti. Frutti che potrebbero diventare copiosi tra qualche mese, quando si tratterà di stringere i tempi per entrare nei play off. Frutti che manager oculati non possono non aver individuato se è vero che su Avenatti ci sono tante squadre con le inglesi più determinate delle italiane e che anche Valjent comincia a far gola con i suoi 20 anni da compiere a dicembre.

Oggi un tesoretto che domani potrebbe diventare tesoro inestimabile. A patto che i Longarini dimostrino di avere l’occhio giusto, la capacità di aspettare la maturazione di tanta frutta interessante, alcuna anche acerba ma sicuramente promettente. I Longarini ci hanno provato in passato senza grandi risultati e spendendo anche un bel pacco di milioni. Oggi pur avendo imposto l’austerity stanno raccogliendo quanto seminato nelle ultime quattro stagioni. Rischiamo di essere ripetitivi ma ci risulta davvero difficile comprendere la strategia della proprietà che nel momento migliore, ovvero quando può raccogliere risultati e soddisfazioni, anche economiche, decide di mettere tutto a rischio tagliando i fondi a chi sta gestendo con oculatezza e competenza.

Come possono non valutare positivamente quanto sta succedendo nella loro società? Sarebbe stato quasi normale vederli accanto alla squadra, al tecnico che lavora a testa bassa senza mai sottolineare certi cambiamenti di strategia che l’hanno messo in difficoltà. Considerazione che vale anche per Cozzella, frenato proprio nel momento del mercato e per il presidente che deve fare i conti quattro volte al giorno per farli quadrare al meglio. Come possono non accorgersi di quanto la città si sia legata a questo gruppo dopo aver osannato quello che le aveva riconsegnato la serie B. Ecco perché una riflessione pacata, oculata, una valutazione attenta dei propri interessi potrebbe alimentare l’entusiasmo generato dai risultati della squadra, premiare questi ragazzi che ce la stanno mettendo tutta per confezionare un campionato di livello, seppure tra qualche sbandamento comprensibile. Una proprietà capace di riavvicinarsi al gruppo potrebbe dargli ulteriore entusiasmo nel momento decisivo della stagione e al tempo stesso sarebbe come tutelare gli investimenti fatti e far si che possano regalare frutti copiosi tra qualche mese, tra pochi anni.

Il pallino ce l’hanno in mano i Longarini, se sapranno giocarlo bene si toglieranno soddisfazioni importanti. In caso contrario limiteranno i danni trovando magari un compratore che, se affidabile e oculato, raccoglierà per loro.

Massimo Laureti

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