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Incrociamo le dita…

Quella che si sta vivendo nell’ambiente rossoverde è la settimana più difficile della stagione sportiva in corso.

Si è arrivati ad un momento, infatti, in cui non si può più rimandare l’appuntamento per conquistare quei punti necessari per tirarsi fuori dai play-out.

Si perché un punto, naturalmente accoppiato con i tre da conquistare in casa contro il Varese, potrebbe non bastare in virtù dei risultati che perverranno dagli altri campi.

Il calendario, quest’anno, si è divertito a riservare una serie incredibile di scontri diretti proprio nelle ultimissime giornate tanto che fino all’ultimo minuto dell’ultimo impegno  molte delle squadre di coda non potranno tirare i remi in barca.

Eppure la Ternana avrebbe potuto evitare lo stress dell’ultimo minuto se solo avesse sfruttato a dovere quella dannata partita in casa contro la Pro Vercelli. E’ ormai, purtroppo, un discorso chiuso quello; errori in fase di realizzazione, parate di Russo, errori incredibili del mediocre Saia di Palermo che ha anche alterato il referto pur di non ammettere il suo marchiano errore in occasione dell’espulsione di Dugandzic oltre ai limiti di una Ternana che più volte abbiamo etichettato come una squadra che difetta di uomini di personalità ed esperienza in ruoli chiave hanno portato la squadra rossoverde ad una posizione di estremo pericolo.

Con queste premesse si arriva al tremendo scontro con il Modena, altra formazione impelagata fino al collo nella lotta per evitare i play-out.

E anche questa volta dobbiamo ripetere quello che abbiamo scritto più volte ovvero che la salvezza della Ternana passa per i piedi e per la testa di Felipe Avenatti.

E non è una constatazione per addossare colpe e responsabilità all’attaccante uruguagio, ma solo una considerazione in virtù dello stato di forma delle punte rossoverdi che devono far gol se si vuole evitare di soffrire anche nell’appendice al campionato.

E’ lapalissiano che per vincere si deve far gol ed in questo momento, in mancanza di quelli dei centrocampisti e dei difensori, chi può risolvere la sterilità offensiva della squadra è lui.

Non è il caso di girarci attorno al problema: Ceravolo fa tanto movimento, pressa gli avversari quando costruiscono la manovra da dietro, si butta negli spazi in profondità e qualcosa può anche sbagliare anche se di gol ne ha fatti dieci in questa stagione, Dugandzic è out per le tre giornate rimediate e Bojinov attualmente non fornisce, se non per uno spezzone di partita, quelle garanzie sul piano fisico per un finale così combattuto e così determinante.

Alternative, quindi, non ce ne sono! E’ duro ammetterlo ma è così.

Ed allora la speranza è quella che l’uruguagio accantoni tutte le sue problematiche e possa presentarsi al Braglia rinfrancato nel morale e torni ad essere quel giocatore decisivo per la Ternana con i suoi gol.

La speranza è che possano aiutarlo i cinque giorni di ritiro in terra bolognese in cui avrà modo di vivere con i compagni il terribile momento sportivo, di confrontarsi con loro e, magari, rinfrancarsi in loro compagnia facendo vita comune.

Auspichiamo, poi, qualche correttivo a centrocampo dove non sarebbe male apportare più dinamismo ad un settore troppo spesso in difficoltà nel contrastare i giocatori avversari. Centrocampo meno tecnico, ma più dinamico potrebbe essere la soluzione ottimale per una partita che è uno scontro diretto e che si preannuncia combattutissima.

Ci sarebbe da invocare, poi, la vicinanza della società al capezzale della squadra, ma è un aspetto questo a cui in Via Aleardi non si dà, a torto a nostro avviso, grande importanza.

E le cose non sono cambiate nemmeno in questi giorni di ritiro a Zola Predosa.

Non  resta che incrociare le dita lasciando ad altri momenti tutte le considerazioni e tutte le valutazioni inerenti alla gestione della stagione sportiva 2014-2015.

Ivano Mari

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