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La lezione di Meccariello

Non succede tutti i giorni di vincere una medaglia d'oro in una competizione internazionale, e ancor più di rado se non appartieni al mondo dorato dell'elite del calcio, tanto per capirci, se non giochi in quelle poche squadre che fanno sempre parlare di se'. A maggior ragione, quindi, quando succede, la soddisfazione che si prova è amplificata, e la vittoria assume anche una valenza, se vogliamo, collettiva e universale, che riguarda un po' tutti. È proprio questo il caso della vittoria dell'Italia alle Universiadi della Corea del Sud, proprio contro i padroni di casa: la medaglia d'oro se la sono messa al collo calciatori giovani, in alcuni casi giovanissimi, tutti arruolati in Lega Pro e in Serie B, i cosidetti campionati minori. In questo contesto di vincente normalità spicca il nostro (ci perdonerà per averne rivendicato l'appartenenza, ma si tratta di orgoglio) Biagio Meccariello, che di queste Universiadi calcistiche è stato inamovibile protagonista. Lui, che è arrivato a Terni nel 2012 in punta dei piedi, partendo dalla panchina, come subentrante, che ha dovuto sopportare e superare un infortunio, la rottura del legamento crociato, nel momento in cui si stava prendendo il suo posto da titolare in difesa e che è riuscito a venirne fuori con pazienza e dedizione. Quelle stesse qualità che ha dimostrato in tutti questi 3 anni in rossoverde: ogni volta che gli è stato rimproverato qualche errore o distrazione, Meccariello ha saputo imparare e migliorarsi, dimostrando e dimostrandosi di essere un professionista serio e affidabile. Un calciatore e un ragazzo normale, senza la presunzione che spesso hanno alcuni alla sua età nel credere di essere arrivati e di essere insostituibili, e serio, come ci ha dimostrato per l'ennesima volta in occasione del derby di ritorno: chiunque probabilmente avrebbe reagito male alle provocazioni che gli sono state lanciate, mentre Biagio lo ha fatto giocando una partita impeccabile e soprattutto corretta. Così è stato anche in Corea, dove è stato sempre titolare, ha segnato 3 gol e ha dimostrato tutta la maturità sin qui acquisita, giocando come perno della difesa. Allora l'oro conquistato è la vittoria dei giocatori e dei ragazzi seri, che lavorano e sudano per raggiungere quello che desiderano, che dimostrano passione per quello che fanno, quelli che non si sentono prime donne in campo e non si atteggiano a dive. Grazie Biagio per averci dato questa soddisfazione!

Marina Ferretti

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