Se io fossi Guida, dopo aver letto del deferimento del Cosenza per mancato versamento di Irpef e contributi Inps, mi innervosirei di brutto, per non dire altro. Perché allora così vale tutto, o quasi. Per carità, intendiamoci, nessuno ha violato alcuna regola federale e tutto è assolutamente corretto in termini di legge. Non ci si può appigliare a nulla. Ma sono le leggi che – per quanto vogliano garantire chi si sforza di fare le cose fatte per bene – non riescono a centrare l’obiettivo.
Fatto sta che oggi la Ternana è in Serie C dopo aver pagato tutti gli stipendi dell’anno passato, transazioni comprese, Irpef compresa, contributi Inps inclusi. Il Cosenza invece è in B (peraltro con un finale di campionato in crescendo, non essendo mai stata in vero e proprio pericolo nelle ultime giornate) ma a quanto leggiamo dalle sentenze, senza aver pagato correttamente gli ultimi stipendi.
L’iscrizione al campionato è stata regolare perché nei documenti presentati alla CoViSoc (il 1^ luglio) bastano delle dichiarazioni di pagamento. E se dalle verifiche non dovessero essere vere, scatta la penalizzazione per la stagione successiva. Non è insomma un elemento imprescindibile per l’iscrizione (come tanti altri).
E’ qui che scatta l’arrabbiatura: perché si possono non pagare Irpef e Inps, iscriversi comunque al campionato (prendendo una penalizzazione sulla stagione che sta per iniziare) e andando anche al riscatto di Tutino per 2,5 milioni.
Mentre invece ora la Ternana sta facendo i salti mortali, dovendo fare i conti pure con la retrocessione, per poter mettere in sicurezza la società e non incappare in problematiche simili durante la stagione.
In questi anni le regole su queste procedure sono diventate via via sempre più restrittive. Ma non bastano. Non certo a fermare la rabbia dei tifosi della Ternana e del suo presidente. Non ci si può fare nulla, ma si è di fronte a un senso di ingiustizia incredibile.
Il Cosenza per quanto fatto sul campo ha certamente meritato di giocare di nuovo in B: anzi avrebbe meritato anche i playoff. E la Ternana, su quello stesso campo, è retrocessa. Ma la Ternana (come le altre 18 di B) ha pagato tutto, finora. Il Cosenza a quanto pare, no. E questo, secondo noi, non è giusto.
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