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Una Ternana a metà (in tutti i sensi)

E’ stata una Ternana a metà. A metà perché ha prodotto azioni offensive nella prima metà della gara. A metà perché è stata decisamente più efficace in difesa piuttosto che in attacco. E se volete, vista la storia recente della squadra rossoverde, è un’anomalia.

Stavolta i moschettieri rossoverdi (abbiamo finito di contarli, diteci voi se sono 3, 4 o 5!) sono rimasti a secco, non sono stati efficaci. Quelli utilizzati nel primo tempo non sono riusciti a concretizzare, nel secondo tempo non si è neanche arrivato (in maniera pericolosa) al tiro. In compenso però ha retto la difesa: se volete è il classico gioco della coperta: più la tiri da una parte, meno ne ha dall’altra.

La verità è che questa Ternana prima o poi ci aveva abituato a segnare, invece stavolta neanche con le clamorose occasioni di Donnarumma e Partipilo o di Cassata riesce a bucare la porta di Alfonso. Dietro regge è vero. Si arrocca intorno a Mantovani e Sorensen, si appoggia a Di Tacchio, che di fatto è un difensore aggiunto e con quella stazza diventa difficile passare per vie centrali. Non fa segnare (in qualche caso aiutata, va detto, anche dalla fortuna), ma non segna. Cosa è successo agli attaccanti della Ternana? E la seconda partita che una squadra abituata a segnare sempre non riesce a buttarla dentro. E’ preoccupante?

Intanto prima risposta secca, per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco: no!

Intanto perché sono due partite e poi perché sono solo dei momenti e con quegli attaccanti è difficile che poi non si riesce comunque a segnare. Ma vanno fatte due considerazioni. Nel primo tempo la Ternana era riuscita a dare preoccupazioni alla Spal (che peraltro aveva un atteggiamento molto aggressivo). Nel secondo tempo per evitare che la Spal creasse quelle occasioni (poche a dire il vero) in cui ha messo in difficoltà la Ternana, la Ternana è passata al 352 (o comunque con la difesa a 3). Da lì la Ternana non è più riuscita a ripartire. A maggior ragione una volta tolto dal campo Palumbo che rimane sempre il punto di riferimento di questa squadra, indipendentemente dalla posizione che occupa, che sia attaccante o centrocampista. E’ quello delle idee impossibili, quello che trova traiettorie per mettere in porta gli attaccanti. Quello che sbraita in mezzo al campo, ma poi riesce a illuminare la scena. Falletti stavolta non è riuscito ad entrare in partita: avrebbe dovuto sostituirlo in campo nel tasso fantasia e non è successo. 

E così la Ternana nel secondo tempo ha arretrato il proprio baricentro, non ha trovato più passaggi illuminanti. E si è piazzata ad aspettare la Spal. 

Si esce con un po’ di rammarico dal Liberati. La Spal fuori casa non è ancora mai riuscita a vincere. La Ternana avrebbe avuto bisogno di ripartire: per la classifica più che per il morale. Ma va bene anche così. Guardare al futuro: con fiducia

Ternananews Redazione

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