Grazie Ignazio, grazie Carlo

Ignazio Abate e Carlo Mammarella - Foto TernanaNews

Abate è arrivato a Terni in una situazione che dopo appena otto mesi non c’è più. Capozucca direttore sportivo, Guida presidente. Se ne va da secondo in classifica, insieme a Carlo Mammarella suo direttore, con D’Alessandro alla guida della società. In otto mesi si è capovolto il mondo, in casa Ternana, ma non è cambiata una briciola di entusiasmo e professionalità da parte dell’allenatore della Ternana.

Terni è stata la sua prima casa da allenatore, nel mondo dei professionisti. Non sapeva, forse, neanche lui come sarebbe andata. Si è tuffato in questa avventura ed è rimasto immerso nei colori rossoverdi fino all’ultimo giorno. L’esonero gli è stato comunicato intorno all’ora di pranzo dal team manager quando era già abbondantemente allo stadio per preparare l’allenamento delle 15, in vista del Carpi.

Abate ha dimostrato un grande spessore professionale ed umano. E lo ha dimostrato sul campo. Ha dimostrato di essere un allenatore moderno, di saper gestire un gruppo fatto per lo più di giocatori adulti, di saper individuare le caratteristiche dei suoi ragazzi e di costruirgli attorno una squadra, un movimento una filosofia. Ha saputo comunicare il suo modo di vedere calcio nella maniera più efficace possibile. Ha saputo essere malleabile, cambiando sistema di gioco, adattandosi all’avversario anche a partita in corso. Ha saputo raccogliere la disponibilità dei suoi calciatori, a cui ha sempre dato tutti i meriti. E tutto questo al suo primo anno da allenatore in prima. Era una scommessa: abbiamo scoperto che potrà essere il suo mestiere. E tutto questo lo ha fatto non dovendo fronteggiare soltanto le difficoltà “normali” di una stagione (infortuni, sfortune, tensioni) ma anche quelle “straordinarie” (penalizzazioni, cambi di proprietà, cambi di dirigenti, rapporti difficili con il presidente) che avrebbero potuto influire enormemente sui risultati.

E’ stato aiutato in questo cammino da Carlo Mammarella, anche lui alla prima esperienza da dirigente. Doveva essere un anno di crescita, alle spalle prima di Capozucca, poi di Foresti. Si è ritrovato a dover gestire tutto da solo, addirittura con l’imprevisto del malore nell’ultimo giorno di mercato. Mammarella non c’è bisogno di raccontarlo ai tifosi della Ternana. Mammarella è il capitano dell’ultima promozione, Mammarella vive a Terni con la sua famiglia, Mammarella si è messo a disposizione del club dopo aver smesso cercando di imparare qualsiasi lavoro. Dal settore giovanile, all’allenatore, dal vice al direttore. Ha saputo accompagnare Abate in questa sua nuova prima avventura nella “sua” Ternana, ha cercato di individuare i profili giusti per rinforzare la squadra, ha messo a disposizione la sua professionalità per indirizzare la squadra.

Sono stati mandati via insieme, come se fossero un’unica persona. Come forse in realtà sono diventati, soprattutto alla fine. La speranza – soprattutto ad inizio anno – era che la società avesse trovato davvero due persone valide, giovani, motivate, su cui poter investire veramente e con cui costruire il futuro.

Non è andata così, il loro futuro non sarà a Terni. Gli auguriamo che possa essere sempre straordinario.

PS per chi non sapesse leggere bene: questo non significa che Liverani e il prossimo direttore sportivo (chiunque esso sia) non siano adeguati. Anzi, magari lo saranno anche di più. Questa non è solo la visione che ha avuto D’Alessandro ma anche la speranza di TUTTI i tifosi della Ternana.