La morte di Luigi Agarini è stata un fulmine a ciel sereno nella giornata di tanti ex rossoverdi che proprio sotto la sua presidenza hanno vestito la maglia della Ternana.
Tra questi c’è senza dubbio Andrea Agostinelli. All’epoca giovane allenatore reduce da due ottime stagioni sulla panchina della Pistoiese che prima porta in B (stagione 98/99) e poi salva nella serie cadetta.
Se dici Agostinelli e Ternana non puoi non dire “arrapante”. Anche perché la Ternana targata “Ago” anche per sua stessa ammissione “è stata una delle più spettacolari in assoluto degli ultimi 30 anni”.
“La notizia della scomparsa del Presidente Agarini mi rattrista – ci racconta Agostinelli contattato telefonicamente –. Ho avuto la fortuna di lavorare con lui per due anni. Non posso che parlarne bene. Una volta, ero da poco a Terni dissi a Paolo Borea scherzando che sarei voluto restare per sempre. Bene, il giorno dopo il direttore si presentò con Agarini e la proposta di prolungamento del contratto. Quando hai la fortuna di lavorare in ambienti come quelli dai il massimo. E’ inevitabile”.
L’uomo simbolo della Ternana di Agostinelli è stato Corrado Grabbi: “Mi prendo il merito di aver puntato su di lui, di aver creduto sin dal primo giorno nel ragazzo, di averlo aiutato, supportato e anche coccolato. La Ternana lo prese per un miliardo dalla Juventus. Dopo una sola stagione con noi lo vendette per 25 miliardi. In quel momento sono stato felice perché ero riuscito a far guadagnare un’ingente somma al club ripagando in parte la fiducia che mi era stata data”.
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