Ternana e il tabù dei cambi in corsa: Liverani sfida la storia

Fabio Liverani nuovo allenatore della Ternana Calcio - Foto Ternana Calcio
La scelta della Ternana di cambiare allenatore a cinque giornate dal termine non è una novità assoluta, ma quasi. Per trovare un precedente simile bisogna rispolverare archivi polverosi e tornare indietro all’inverno del 1941, quando il destino fu più crudele di qualsiasi direttivo.
Quell’anno accadde qualcosa di straziante: Guido Gianfardoni, tecnico di vaglia (reduce da scudetti con Juventus e Inter da giocatore), dovette lasciare la panchina per un male incurabile che lo stroncò a soli 40 anni. Con cinque partite rimanenti, il portiere Eraldo Pangrazi prese le redini di una squadra – allora chiamata Borzacchini Terni – che vinse il girone ma naufragò nei playoff contro Fiumana e Pescara. Una beffa nella tragedia.
Più recentemente, altri tentativi di sterzata tardiva:
- Nel 1996 Danilo Pierini ereditò un gap già incolmabile dalla Treviso
- Nel 2004 Bruno Bolchi raccolse solo 15 punti nel disperato assalto alla Serie A
- I doppi cambi in Serie D nei ’90 si risolsero in promozioni solo grazie ai ripescaggi
Il dato che brucia? Nessuna di queste rivoluzioni in corsa ha mai portato la promozione che si cercava. Eppure oggi, nell’era dei playoff a ranghi ridotti, Fabio Liverani si trova tra le mani qualcosa di diverso: una squadra ancora viva nella lotta, un distacco recuperabile (2 punti dall’Entella), e soprattutto la consapevolezza che il vero campionato inizierà tra poche settimane.
“La storia è fatta per essere riscritta”, sembrano suggerire i suoi occhi da falco durante l’allenamento. Dopo 84 anni di tentativi falliti, potrebbe essere proprio questo l’anno in cui la maledizione dei cambi tardivi viene finalmente spezzata. Perché in fondo, come dimostra quel lontano 1941, a volte anche dalle tragedie possono nascere nuove leggende.