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Tre cose che tengo, tre cose che butto dopo Ternana-Avellino

Cosa tenere di Ternana-Avellino? Di certo la delusione è tanta, soprattutto per come è stato fin troppo facile perdere. Eppure qualcosa lo si deve sempre salvare, per poter e dover andare avanti. Tengo la tenacia di Furlan. Dopo una partita, quella contro il Latina, nella quale ha stradominato in campo, oggi ha fatto sicuramente un po' più di fatica, ma certo non ha mollato la presa. Sue le incursioni (non molte) più pericolose in area, suo il palo nel secondo tempo, sua l'occasione a tu per tu con il portiere, sul finire. Meno preciso, più controllato e pressato, ma senza dubbio il più pericoloso fra i rossoverdi. Tengo l'irruenza di Gondo. Anche per l'ivoriano una giornata meno brillante rispetto a martedì, che ha faticato di più ad entrare in partita. Quello che tengo, però, è il suo andare a rincorrere ogni pallone, il suo voler rimediare alle disattenzioni, spesso le sue, andando a strappare dai piedi degli avversari i palloni persi. Peccato davvero per la poca precisione. Tengo il tiro di Valjent. Un brivido sulla schiena deglu irpini deve essere passato quando Martin, da fuori area, ha sfoderato un tiro insidioso che ha costretto Frattali ad una parata, sulla cui ribattuta avrebbe potuto avventarsi la Ternana. In una giornata con pochi sussulti rossoverdi, Valjent ha portato un po' di brio. Butto la discontinuità. Mai, per la Ternana, sono arrivati due risultati utili consecutivi, sempre una altalena di emozioni. Questa discontinuità costa punti, e costa morale, porta nervosismo e non consente alla Ternana di rilassarsi mai. Butto la fretta. La smania dei rossoverdi di pareggiare almeno i conti è stata controproducente. Spesso, invece di ragionare sul da farsi, abbiamo fatto girare la palla in maniera sterile, frettolosa, troppo poco precisa. In fase difensiva, poi, per la paura di sbagliare ci sono stati rinvii alla cieca, disattenzioni e troppi spazi concessi. Una prestazione che ha lasciato davvero tanto amaro in bocca. Butto il Liberati terra di conquista. È diventato, da troppo tempo, un campo troppo spesso concesso agli avversari. Una volta fortino di difficile conquista, ora è troppe volte ostile alla Ternana che da più di quarant'anni lo abita. Oggi è stata l'ennesima conferma di questa preoccupante inimicizia dello stadio di casa: serve necessariamente invertire la rotta.

Marina Ferretti

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