Club e governo riprendono la discussione: il tema si sposta sul danno economico che le società dovranno fronteggiare, motivo per cui verranno avanzate al consiglio dei ministri una serie di proposte per cercare di limitare i danni. I tavoli di lavoro che i club avevano costituito sono già attivi: ieri si sono seduti Lega e Deloitte per una stima generale delle perdite. Complessivamente rischiano di essere superiori al miliardo, calcolati i danni indiretti. Le cifre stimate oggi sono di 720 milioni se il campionato non riuscirà a ripartire, ridotti a 167 se la Serie A verrà infine portata a termine.
Idee Il presidente di Lega Paolo Dal Pino e il numero uno della Federazione Gabriele Gravina raccoglieranno le proposte dei club che dovranno arrivare entro la serata di oggi: domani verranno sintetizzate e girate al governo. Proposte che non dovranno sottrarre denaro allo stato, impegnato nell’emergenza sanitaria ma che, se introdotte nel decreto che ad aprile dovrebbe essere dedicato alle aziende, permetterebbero ai club di ricevere un aiuto indiretto. Le proposte sono diverse: dalla semplificazione della burocrazia sulla costruzione di nuovi stadi, alla revisione della legge Melandri sui diritti televisivi, fino a quella sul professionismo sportivo e sulle agenzie di scommesse sportive. Leggi che oggi penalizzano il settore e che invece, modificate, potrebbero permettere al calcio di sostenersi anche in futuro. Da solo.
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