«Vogliamo costruire una squadra di tutto rispetto, perché la città lo merita, e questa categoria vorremmo abbandonarla quanto prima». Con queste parole del presidente Stefano Ranucci, è cominciata ieri la nuova avventura dell’Unicusano Ternana con un primo tassello u ciale importante: la presentazione del direttore sportivo Danilo Pagni. Un volto noto a Terni, che torna per rilanciare il club dopo la retrocessione e pianificare, insieme al tecnico Luigi De Canio e a uno staff che sta pian piano sta cambiando volto, una nuova rosa ambiziosa e competitiva, che riporti subito le Fere in serie B. «Mi conoscete – ha spiegato Pagni – sapete il mio modo di essere: non amo apparire, ma lavorare in silenzio per ottenere risultati. È un momento di cile e tutto può ripartire dalle motivazioni che ci sono state date a fine stagione dal patron e alla fiducia che ha confermato al presidente dandogli pieno mandato a ripartire».
Per Pagni è anche una grande soddisfazione poter lavorare con De Canio («una persona seria e per bene, che sa quanto tengo a questa nuova esperienza») e garantisce – se mai ci fossero dubbi – che sposerà la causa rossoverde, perché «serve amore per la propria squadra».
FILOSOFIA. «Faremo di tutto per riportare la squadra dove merita – è la rassicurazione di Pagni che fa eco a Ranucci – senza se e senza ma». La rosa, con 21 contratti, è da sfoltire ma guai a parlare di svendita: «Chi ama questo club deve dimostrarlo: il lavoro da qui al 18 agosto darà il suo responso, fermo restando che stiamo già lavorando». E sul mercato, Pagni è molto chiaro: «Questo club non è un discount, è una bottega cara. Il fantacalcio è finito, inutile sparare cifre o inventare trattative. Ci saranno anche giocatori in uscita, ma andranno via con i giusti criteri». «Ho visto molto entusiasmo qui ed è un privilegio lavorare per questo club – continua Pagni – e lo sono pur avendo rescisso un contratto con una società di A come il Milan. Do sempre il massimo ma la parola che conta è “insieme”: è quella che ti fa andare avanti. All'epoca qui a Terni ho visto una famiglia: insieme, ora, dobbiamo tornare dove ci compete, perché la Ternana non è di serie C, in nulla».
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