Allenatore aggredito: sangue in volto e dolore atroce | È successo di tutto in campo

Allenatore aggredito in campo - fonte Pexels - ternananews.it
Il tecnico è rimasto sconvolto da quanto è successo. Ed è solo l’ennesima aggressione subita da un allenatore.
L’episodio di cui parliamo oggi ha letteralmente sconvolto il mondo del calcio. Chi era presente in quel momento ha assistito a quella che poteva essere una vera e propria tragedia, dato che l’allenatore ha rischiato di morire per quanto accaduto.
Non era di certo la prima volta in cui avveniva qualcosa del genere. Questa volta però la vicenda è diventata particolarmente importante, vista la gravità dell’aggressione subita da questo allenatore.
A parlare di ciò è stato lui stesso, durante una recente intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica. Il tecnico ha avuto modo non solo di parlare della sua situazione attuale e del suo futuro, ma ha anche riflettuto su un episodio che ha creato non poco clamore.
La vicenda risale al 29 ottobre 2023, quando questo allenatore guidava la squadra del Lione, che in quella giornata scendeva in campo contro il Marsiglia. E proprio i tifosi di quest’ultima squadra sono stati gli esecutori di questa aggressione che poteva essere una tragedia.
Aggredito in campo, esce con il volto sanguinante
A raccontare quello che è successo è stato Fabio Grosso. Il campione del mondo dei Mondiali 2006, oggi tecnico del Sassuolo, ha ricordato un episodio che ha indubbiamente segnato la sua vita fuori e dentro dal campo. Era il 29 ottobre quando Grosso venne colpito da una bottiglia lanciata dai tifosi del Marsiglia. Ai tempi, allenava il Lione.
La ferita riportata costrinse Grosso a lasciare la panchina del Lione per diverso tempo. Alla fine la sua avventura con la squadra francese si è conclusa con l’esonero, ben prima del previsto.

Le dichiarazioni di Fabio Grosso sull’aggressione subita
Nel corso dell’intervista a La Repubblica, Grosso ha avuto modo di parlare dell’aggressione subita. “I tifosi del Marsiglia hanno tirato una bottiglia contro il nostro autobus proprio mentre mi giravo per abbassare la tendina. E questo potrebbe avermi salvato la vita, perché altrimenti la bottiglia mi avrebbe colpito alla tempia. Invece mi ha colpito sotto l’occhio sinistro e mi ha dato 15 punti di sutura. In questa occasione ho capito cosa significa rischiare di morire sul colpo, è tutto un istante, un bivio, ancora”, ha ricordato.
Poi, il tecnico del Sassuolo ha anche dichiarato di avere ancora problemi per quanto era avvenuto contro il Marsiglia più di un anno fa. “Ieri mi hanno tolto altri tre pezzi di vetro, i francesi se li erano dimenticati. Se abbasso la palpebra, si vede la cicatrice, non è granché. Ma almeno sono qui per parlarne“, ha detto.