Di Marzio: “Abate? Avrebbe meritato di giocarsi le sue chance fino alla fine. Non si discute il valore di Liverani”

Di Marzio: “Abate? Avrebbe meritato di giocarsi le sue chance fino alla fine. Non si discute il valore di Liverani”

Gianluca Di Marzio giornalista di SkySport - Foto TernanaNews

“Sono a Terni per raccontare come è cambiato il modo di raccontare il calciomercato”, esordisce Gianluca Di Marzio a Terni insieme ad Alessandro Bonan, Giancarlo Marocchi, Valerio Spinella (Faina) e Luca Marchetti ovvero la squadra di “Calciomercato l’originale” programma cult di Sky Sport per uno dei tanti panel del TIC Festival. “E non solo è cambiato, ma continuerà a cambiare – è un’evoluzione continua. Anche se molti mi considerano giovane, ho attraversato 30 anni di giornalismo: ho 51 anni e ho cominciato molto presto”.

La rivoluzione digitale
“Ho iniziato quando non esistevano i social, quando i contratti si dovevano depositare fisicamente. Ricordo i tempi di Pastorello per Milito… Oggi i social hanno rivoluzionato tutto. C’è una corsa frenetica a voler arrivare primi, ma credo sia diventato difficile per l’utente districarsi in questo mondo di presunti esperti di mercato”.

L’importanza della verifica
“Spesso dico ai ragazzi che collaborano con me: non fatevi prendere dalla fretta di arrivare primi. È più importante fare una verifica in più che perdere la fiducia di chi ci segue”.

Terni città di Ernesto Bronzetti indimenticato uomo mercato
“Con Ernesto avevo un bellissimo rapporto, nato principalmente tra lui e mio padre. Lui non perdeva occasione per ricordarmi una trattativa fatta con mio padre ai tempi della Cavese, quando portò un giocatore di mio padre, Ciro Bilardi, al Catania. Si dice che si scambiarono i contratti in una toilette mentre andavano in bagno… Situazioni che oggi non succedono più, con le proprietà americane, le mail e gli incontri via Zoom. Ernesto aveva creato un rapporto unico con Florentino Pérez al Real Madrid – nessun altro intermediario è mai riuscito a fare altrettanto. Un merito eterno che gli riconosciamo, ci manca tantissimo nel mercato di oggi”.

A proposito di situazioni strane, a Terni in 60 giorni Ignazio Abate è stato esonerato due volte…
“Ogni presidente ha il diritto di fare le proprie scelte per vincere un campionato che non è compromesso, visto che c’è ancora lo scontro diretto a Chiavari. C’è la possibilità, recuperando due punti di andarsela a giocare. Da un lato dispiace perché Abate credo meritasse di giocarsi le sue chance e di arrivare alla gara di Chiavari, magari con tre punti in meno e giocarsi le sue chance lì. La squadra era con lui, non ho interpretato segnali di insofferenza che altrimenti si sarebbero percepiti.  Dall’altro, era una decisione che il presidente aveva preso da tempo. La sconfitta di Lucca è stata brutta e credo che gli abbia fatto scattare la voglia di cambiare. Liverani è un allenatore che qui ha fatto la storia – non discutiamo il suo valore. Stiamo discutendo la sensibilità di chi fino adesso aveva costruito una Ternana all’altezza della classifica, del valore della rosa, sicuramente in grado di giocarsela fino alla fine”.

C’è una trattativa che non sei riuscito a raccontare?
“Quando prendo dei ‘buchi’ – e ne prendo anch’io tanti – ci ripenso subito. Oggi con le proprietà straniere è più complicato anticipare le mosse. Quella che mi è rimasta più impressa è Mourinho alla Roma: l’unica trattativa importante che tutti noi giornalisti abbiamo scoperto dall’ufficialità. Pensare che una società come la Roma abbia beffato tutta la stampa internazionale annunciando tutto con un tweet… beh, ho rosicato, è normale!”.